- FROLA Paolo -Paolo Frola fa il medico condotto a Rocchetta Tanaro in provincia di Asti. Non è il primo medico cantautore però assai originale è la sua voglia di musica, di bozzetti, di immagini, calembours e gusto letterario delle parole “lavorate” che gli crescono dentro. Questa guazzabuglio esclusivo, e riservato, è a poco a poco esploso in una sequela di brani che hanno disegnato tematiche prima un poco goliardicamente autobiografiche, poi più intense e naifès. Le storie che Frola racconta sono spesso giocose, fatte di allegria e sarcasmo con un gusto del surreale che ricorda i Gaber e Iannacci prima maniera: più come rimandi culturali comunque, che come ispirazione diretta.
Paolo Frola suona la chitarra e mantiene un curioso e giovanissimo spirito con il quale affronta spavaldamente le prime canzoni che ha composto, in buona parte memorie degli studi universitari, quando suonava con i colleghi negli “Aspirinas” (cosi battezzati da Paolo Conte); facendosi accompagnare da un gruppo di studentesse amiche che si chiamavano “Buscopan Girls”.
Una delle peculiarità di Frola è il suo modo di muoversi e di cantare recitato che ne fanno spesso un “cantautore da vedere”. Ma la sua è una multimedialità frugale, che ha bisogno di pochi tratti e pochi severi mezzi per colpire e agganciarti. Frola ha composto canzoni con Enrico Ruggeri, Bruno Lauzi, Oscar Prudente, Pallavicini, Giorgio Conte; ha scritto canzoni per Milva, Lauzi e Baccini.
Da alcuni mesi milita per piccoli teatri dell’Italia del nord con la “Clinica Monferrato” (Giorgio Com’aschi: il paziente/ Paola Frola: il medico/ Luca Ghielmetti: il farmacista/ Gianfranco Cacciabue: impiantologo dentista). Un cocktail di pazzie, monologhi e canzoni in camice bianco. Paolo Frola si esibisce in “Virus”, “La supposta”, “Storia della giovane Suora in corsia”, “Ghia” (storia del Primario che tiranneggia nella corsia dell’ospedale), “Relitto Medico” e in altre canzoni più propriamente surreali con il gusto inconsueto della ricerca della parola: “Il Baciatore”, “Eco”, “L’orso”, “Prova Gabbiani”, “i cani di Torino”, “Prus prus patata”, “La voce” (dedicata ai giornalisti e ai mezzi busti che raccontano bugie).